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Festeggiamenti

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Ieri, magno cum gaudio, ho terminato gli esami!   
Ho chiuso questo grande, importante capitolo della mia vita con l'ultimo enorme mattone, il Diritto dell'Informazione e della Comunicazione (esticazzi), sempre a fianco del mio SuperSimo, compagno di vita e di mille avventure. Intanto lo ringrazio per la cocciutaggine e la caparbietà, e per aver vissuto con me questo lungo cammino, perché insieme a lui è stato... beh, semplicemente più bello. Faticoso, di certo intenso, ma bello perché ci ha uniti molto. E ringrazio anche i miei figli, i miei grandi amatissimi e meravigliosi ragazzi, perché anche loro hanno sofferto con noi in questi anni, hanno sopportato momenti di tensione e si sono spesso sacrificati, rimandando richieste e modulandole sui nostri appelli.
Comunque ancora non è finita: ora ci aspettano tesi e discussione, anche se spero che lo stress degli esami sia chiuso. Sta prendendo corpo qualche riflessione a riguardo, però vorrei scriverne con calma.
Ad ogni modo, p…

Gli stranieri ci scelgono ancora

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In questi giorni pensavo che durante la campagna elettorale sembra vengano a galla peggio del solito tutti i problemi e le magagne della nostra povera Italia.
Dal primo all'ultimo i candidati non risparmiano parole e promesse, come è sempre stato, ma con lo scopo di fare propaganda continuano impietosamente a sottolineare i difetti del nostro sistema e tutti i limiti della nostra terra.
Però pensavo che è un peccato. E' tutto vero, per carità, ma non è mai vantaggioso guardare le cose solo da un punto di vista.

Ci sentiamo tutti affaticati, perché vivere in Italia oggi in qualche modo vuol dire accettare tanti compromessi. Siamo un popolo che, in linea di massima, non crede più nella sua classe politica, e questo, battute a parte, è molto triste per una democrazia; ed è un po' anche il motivo per cui facciamo così fatica a concretizzarla, questa democrazia.
Eppure penso che siamo un popolo fantastico, e dovremmo ricordarcelo. Abbiamo l'arte e la storia nel DNA, abbiam…

Recensione semiseria

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Voglio parlarvi di un librino un po' particolare. Si intitola Ritorno ed è una raccolta di 7 brevi racconti. L'autrice è Grazia Licari, e contiene illustrazioni da opere di Linda Cornelius, mia cara carissima amica.


Lo considero particolare perché è un prodotto tutto al femminile, frutto di quelle collaborazioni che, chissà come, a volte tra donne nascono in maniera tanto spontanea e disinteressata. Ed è particolare anche per altre ragioni: innanzitutto lo stile narrativo, che rivela molto dell'impostazione mentale e professionale dell'autrice, abituata per lavoro ad osservare, rielaborare, mediare, riproporre. I periodi infatti sono sempre all'essenziale, i verbi sono coniugati ai tempi della realtà, la prosa è asciutta e il lessico pertinente, sempre. Qua e là si fa spazio al parlato, con espressioni tipiche e variopinte delle nebbie milanesi.  I soggetti dei racconti sono tutti personaggi curiosi. E concreti. Si riesce ad immaginarli facilmente, in talune situa…

Usque tandem, XXX, abutere patientiam nostram? Ovvero la tesi dello straccetto (im)perfetto

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Allora.  Mi ero quasi organizzata per scrivere un post semiserio, oggi, e poi mi è cascato l'occhio su facebook.
Luogo dove aleggiano un numero x di Ciceroni dell'oggi, che si dilettano tra uno strale e un'invettiva, con la seria consapevolezza di avere ovviamente sempre e comunque ragione (e, magari, anche con un po' di puzzo sotto il naso perché tecnicamente è evidente che di qualsiasi argomento ne sanno di più). E tutto questo - serve dirlo? - ignorando in toto l'esistenza e quindi l'utilizzo di apostrofi, accenti e punteggiatura.
La virgola, questa sconosciuta. L'apostrofo, chi era costui?
Ok mi fermo, potrei andare avanti per giorni.
Il punto è che io sto decisamente invecchiando (immagino) e non reggo più - più, più, proprio più - i presuntuosi, i saccenti, i frustrati che non hanno nulla di meglio che fare due azioni:
1. Lamentarsi; 2. Prendersela con chiunque convinti di essere sempre migliori.
Insomma, perché più andiamo avanti con l'evoluzion…

Vestitino tutto nuovo!

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Il 2018 ha portato un nuovo vestitino al mio vecchio blog.  Insomma, 'nuovo' in effetti più per la forma che non per il contenuto, però era davvero a lungo che pensavo a cosa fare con questo mio diario online. Sono quasi 8 anni che c'è ormai, e mi infastidiva troppo il pensiero di chiuderlo. Quando lo guardo, in effetti, e vado un po' all'indietro nel tempo, vedo tutte le 'testimonianze' delle cose che ho fatto e... uau! Son davvero tante.
L'ultimo anno è stato duro, però. Mi son buttata con tutte le energie nello studio per finire, e quindi ho molto trascurato il blog. Non solo il blog, in effetti, ma tutto ciò che è social. Ora però si avvicina la fine, manca un solo esame, e quindi ho voglia di rimettermi a curare un po' delle cose che tanto amo. Leggere, scrivere, dipingere... Insomma sempre quelle! 
C'è stato anche un altro aspetto che un po' mi bloccava, perché in qualche modo questo blog non lo sentivo più 'mio'.. o meglio, c…

Bisognerebbe imparare a fermarsi.

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Come credo tutti quanti, in particolare ogni mamma, sono rimasta violentemente colpita dalla tragedia della bimba scordata in auto nei giorni scorsi. Credetemi inorridisco solo a pensare di aver scritto l'ultima frase. Davvero, io è una cosa che non mi riesce di concepire.
Ho letto con attenzione, partecipazione, irritazione, dolore e rabbia e fastidio ogni nuovo post sui social; non so nemmeno perché ne sto scrivendo perché la mia tendenza è quella in genere dell'osservazione.  Ma. Ma mi vien da chiedermi se, ultimamente, non stiamo trascendendo. Ci sentiamo tutti autorizzati a dire la nostra, a volte con una cattiveria inaudita, a volte con sentenze o superficialità spaventose. Ho sempre la sensazione di leggere non tanto parole, ma sentimenti repressi, rabbia e opinioni che non si è più capaci di esternare se non su una pagina di facebook o di twitter. Salvo poi pubblicare foto idilliache su Instagram.  Insomma, cos'è che ci sfugge? Cos'è che ci sta scivolando tra …

Mettere ordine

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Per una volta - e non so se è meglio o peggio - non parlo di riordinare una stanza, una libreria, una casa. O forse invece sì? Magari è semplicemente una buona terapia?
Sto attraversando un periodo un po' ingarbugliato e mi chiedevo da che parte iniziare, dove sbuca il bandolo della matassa?  Leggo spesso storie di successo, le trovo terribilmente di ispirazione, sia per quanto riguarda la vita personale che la carriera. Mi sembra che tutte abbiano poi un fondo comune. Si legge, più o meno tra le righe, che a un certo punto tutti questi personaggi abbiano deciso di dare una svolta alla loro vita, di cambiare, di migliorarsi.
Mi chiedo: da dove nasce il cambiamento? E se, soprattutto, uno è avvezzo al cambiamento, alla ricerca, all'aspirazione al miglioramento, qual è allora il vero cambiamento? Forse può essere in quel caso un fermarsi? Uno stop, una pausa?
Non so, mi sento esausta, forse è anche la primavera. Credo che davvero il quid sia mettere ordine. Riprendere spazio, r…