mercoledì 17 maggio 2017

Mettere ordine

Per una volta - e non so se è meglio o peggio - non parlo di riordinare una stanza, una libreria, una casa. O forse invece sì? Magari è semplicemente una buona terapia?

Sto attraversando un periodo un po' ingarbugliato e mi chiedevo da che parte iniziare, dove sbuca il bandolo della matassa? 
Leggo spesso storie di successo, le trovo terribilmente di ispirazione, sia per quanto riguarda la vita personale che la carriera. Mi sembra che tutte abbiano poi un fondo comune. Si legge, più o meno tra le righe, che a un certo punto tutti questi personaggi abbiano deciso di dare una svolta alla loro vita, di cambiare, di migliorarsi.

Mi chiedo: da dove nasce il cambiamento? E se, soprattutto, uno è avvezzo al cambiamento, alla ricerca, all'aspirazione al miglioramento, qual è allora il vero cambiamento? Forse può essere in quel caso un fermarsi? Uno stop, una pausa?

Non so, mi sento esausta, forse è anche la primavera. Credo che davvero il quid sia mettere ordine. Riprendere spazio, respiro, ossigeno. Lasciare i vampiri energetici a ciucciarsi un po' tra loro. Lasciare tutti i poveretti a lamentarsi uno con l'altro. Lasciare le vittime della società e del destino ad essere inconcludenti davanti agli specchi. 
Guardare per aria in cerca di sole.
Sole negli occhi che acceca ma nutre!

Un po' come fanno i fiori, insomma =)

Buon sole a tutti!
L.




giovedì 11 maggio 2017

Non ditemi più



Non ditemi più che devo fare questo o quello.
Che per me è meglio una cosa o l'altra.
Che  una parola è buona o forse mai più.

Non dite. Non parlate.
Non azzardatevi più a santificare, a proclamare, dall'alto dei vostri falsi successi,
dall'apice della vostra tronfia ingordigia.

Non ditemi più.
Ché tanto non ascoltate. Ché tanto non osservate.
Perché soltanto tutti voi giudicate.

Lasciate andare chi non vuole nulla,
dimenticate chi non mente e non fa,
chi non urta e non provoca danno.

Non danneggiate chi cerca di restare in piedi,
non toccate chi solo ha bisogno di respirare,
di non essere mosso, sporcato, umiliato.

Non fate affari con noi, non coinvolgete chi ormai non può più.
Lasciate le spine, tutte, che affondino
in un cuore martoriato e provato

che ormai non vuole parlare, non vuole ribattere.
Un cuore che oggi più non può riaffermare e pulsare,
giustificare, spiegare, capire.

Lasciate cadere queste lacrime
di frustrazione, di orgoglio, di pura tristezza,
perché non c'è comprensione, ormai, no.

Non ditemi più quel che è meglio io sia,
che dovrò diventare, ciò che ancora
devo imparare.

Non ditemi più. Tacete.
Non è la vostra anima qui, ad essere picchiata,
violentata, accusata.

Non ditemi più. Uccidete voi per un soldo,
mentite voi soli per un vano successo, per il vostro affamato volere,
fuggitela, ora, quella sterile vecchia umanità.

Restate in silenzio. Gioite.
Non ditemi più.
Soffrite voi delle vostre ricchezze.

Perché io, ora,
raccolgo le reti.
Tiro a bordo e vado, e cambio rotta.





venerdì 24 marzo 2017

Domande... E risposte?



Questo è uno di quei periodi. Ma stavolta mi ha preso proprio male.

Forse che è arrivato il conto degli ultimi cambiamenti, delle fatiche dell'ultimo anno. Forse invece è solo la primavera che è arrivata di botto e come sempre porta in sé un rigenerarsi, un rinnovarsi, e a me questa cosa, qualcuno non lo sa?, mi manda fuori di testa. Oppure, chissà, è semplicemente arrivato il momento. Quell'attimo in cui qualche bilancio bisogna farlo e fermarsi a fare due riflessioni.

Prendiamo il blog, AD ESEMPIO. E' qualche mese che mi scervello sul mio blog, sulla mia ormai quasi abituale assenza, sugli innumerevoli post iniziati con: 'Sì, lo so, è una vita che non scrivo'. Perché?
Sapete, non è una domanda sciocca, perché ho sempre scritto poco nei periodi di intenso lavoro, quando tra mobili o consulenze o corsi non avevo tempo di aggiornare. Ma ora non è un periodo di intenso lavoro, anzi. Sono semitranquilla. E questo blog, beh, è la mia creatura. Nessuno può immaginare quanto sono affezionata a queste pagine. Esistono da quando ho scoperto le possibilità dei social, delle connessioni, della velocità della comunicazione, della capacità di mantenere contatti a distanza. Sono ormai quasi sette anni, lo saranno il 15 giugno, me lo ricordo benissimo! Ripeto, 7 anni!! Ogni tanto mi capita di leggere a ritroso i miei post e vedo quante e quali cose ho fatto in questi anni, di quanti argomenti abbiamo parlato, quanti lavori ho postato, quante foto, quante arrabbiature. Insomma, questo è davvero un online diary per me. Quindi non ho nessuna nessunissima intenzione di chiuderlo o lasciarlo perdere. 

Come dicevo, è un po' uno specchio. Ha visto alti e bassi, cambiamenti e interessi che mutavano. Questo credo sia un po' il quid della faccenda. Io sono una persona curiosissima, mi piace buttarmi a pesce nelle cose, impararle approfondirle e poi.. e poi basta, passo a qualcos'altro. Com'era? 'Impara l'arte e mettila da parte'. Esatto, sono io. Qualcuno una volta mi disse che avere un dono come il mio è un po' una maledizione, perché spesso chi sa fare molte cose viene trattato come chi non ne sa fare nemmeno una, come se non ci fosse specializzazione. E più ti specializzi più 'gli altri' ti credono un generalista.
Mi chiedo chi riesce a immaginarsi, a parte i miei intimi, quante cose ho approfondito e imparato nella mia vita, quante avventure ho iniziato, quante persone ho conosciuto (e di che calibro), quanto ogni volta ho dato me stessa e quanto ho imparato, e imparo, e imparo. Ogni giorno sempre e comunque. Metto in saccoccia.

Fallimenti? Alcuni. Arricchimenti? Tantissimi. Soddisfazioni? Migliaia. Delusioni? Centinaia di migliaia.
Per me ogni cambiamento è un evolversi, spesso per gli altri è un fallire.

E allora la domanda: chi sono, in fondo, questi ALTRI?
Chi siete? Siete voi? Siete i lettori di questo blog? Siete amici? Siete clienti? Curiosi? Spioni? Invidiosi? Antagonisti? 
Chi è che mi segue? QUALCUNO mi segue?

Insomma, mi domando, dopo tutti questi anni, se qualcuno ancora davvero mi segue, o se in fondo questo blog lo scrivo per me. Non vedo più commenti da tanto tempo, e forse non ho più avuto news accattivanti di cui parlare. Il problema è però che io non me la sento più di parlare di fuffa. NON NE HO PIU' VOGLIA!

Ho voglia di scrivere di ciò che faccio davvero, o vivo ogni giorno, anche se non è il trend. Vorrei sapere che ho 5 followers e non 2000, ma che condividono qualcosa con me, il mio percorso. Vorrei che se qualcuno mi legge apprezzi il fatto che io sono una persona vera, e che faccio una vita vera, e non che qualsiasi cosa scrivo ha una finalità commerciale o è una via per cercare clientele e apprezzamenti. Vorrei che sappiate che non amo troppo le mode e che quando una cosa 'la fanno tutti' e tutti sono esperti a me viene l'orticaria e tendenzialmente l'abbandono (salvo poi riprenderla dopo anni, quando ormai nessuno più se ne ricorda). 
Vorrei che sapeste che sono talmente sincera che sto sul caxxo a tante persone, ma che alla mia età proprio non me ne frega più niente. E che sì, sono un po' un orso e mi piace la solitudine, ma altrettanto amo stare con le persone, confrontarmi e condividere. Ma che a mio discapito non sono abbastanza falsa da leccare proprio in quel punto lì che porta notorietà, followers, 'mi piace', condivisioni. L'essere sulla social-cresta-dell'onda, insomma.

Ho conosciuto tante persone di questo tipo negli ultimi anni e brrr, non ho bisogno di averle intorno. Ogni tanto mi accorgo dei cali di stile, nei blog ultra fichi e ultra alla moda, mi accorgo di piccoli crolli di monotonia e ansia tra le righe, e mi rendo conto che sono tutte umane anche queste qui in fondo. Perché, diciamocela onestamente: il lavoro è lavoro, le mode e le tendenze sono altro.

Sorrido sotto i baffi, perché averlo capito previene crisi d'ansia e delusioni.
Una persona anni fa mi disse che su facebook o sul blog non bisogna mai lasciarsi andare a un commento sincero, o a un chiarimento onesto perché questi social sono le nostre vetrine, questo è il nostro marketing.
Beh, già mi fece incazzare allora. Oggi ogni tanto la intercetto e non noto alcun cambiamento, ma non mi soffermo nemmeno. E' una come le altre. Qualcuno che rappresenta ciò che io non sono e non voglio essere.

Nulla in contrario al marketing, assolutamente, né alle vetrine. Se sei un venditore, un commerciante, un imbonitore, qualcuno che ha dell'INTERESSE concreto ed economico nelle cose che fa.
Io, oggi, non credo di far parte di nessuna di queste categorie. Credo di essere più "un'artista", e lo dico con molta umiltà, ma solo per la parte umorale che questa definizione porta in sé. Sono lunatica, solitaria, vado a momenti ed ispirazioni, spesso antipatica. Ma allo stesso tempo sono anche dolce, disponibile, curiosa, adoro condividere idee pensieri e progetti, adoro stare con le persone, mi entusiasmo per nulla, amo cucinare e prendermi cura degli altri. E non trascuro conversazioni di ogni sorta, superficiali o profonde. E ho senso dell'umorismo.

Quindi, oggi, io non voglio vendere più nulla. Voglio condividere il percorso che ho intrapreso. Da un punto di vista ideologico-culturale-artistico, ma anche territoriale-fisico, offrendo una bruschetta col mio olio, un letto e un sorriso a chiunque voglia venire a trovarmi e godere delle bellezze che questa terra ancora sa offrirci. 
La prossima settimana ad esempio arriverà a trovarci un ragazzo svizzero per qualche giorno, che volente o nolente porterà tra di noi un altro pezzo di vita, un momento da archiviare, uno scambio. E sapete, questi pezzi di vita arricchiscono e non hanno prezzo. Credo che in fondo questa sia la mia via. 

Amici o lettori, o chiunque voi siate. Ditemi la vostra se vi va. Non so se riuscirò ancora spesso a parlare di cose di cui devo parlare, per mantenere un po' di attenzione. Ma certo continuerò a raccontare, perché il mondo, in fondo, E' FATTO di parole.



Besos! 
L.

martedì 7 marzo 2017

Vorrei un giratempo.


Capita anche a voi?

Capita anche a voi di girarvi e sbam! son passati 4 mesi? 
No perché io inizio a preoccuparmi!
Vorrei evitare la solita tiritera sul fatto che sono ormai mesi, davvero, che non aggiorno il blog, ma poi ci metto il naso e mi scende la gocciolina fredda sulla fronte perché mi chiedo: "Caspita, ma cosa ho fatto in tutto questo tempo?".

E lì mi si aprono infinite risposte.
Diciamo che, ad esempio, nelle ultime tre settimane a tempo rubato (sì, né tempo pieno né tempo perso, ma tempo RUBATO ad altre cose!) abbiamo ristrutturato il bagno grande. Tutto è partito da uno sclero improvviso - troppo a lungo rimandato questo inizio! - e così come al solito non ho le foto di un 'prima', quindi è forse inutile che posto quelle del 'dopo'. E già questa cosa mi fa indiavolare: come fate voi, tutte mie amiche e non, blogger, social, hobbiste o professional, a ricordarvi ogni volta di fotografare i 'prima'??? Perché io da sempre me ne dimentico. Mi parte la fissa e inizio, via, spesso in condizioni di lavoro non ottimali, ma perché va fatto lì, in quel momento lì, quando ho l'ispirazione giusta. E mai fotografie, sgrunt. O meglio, tutte quelle che negli anni vi ho mostrato sono una minima parte dei lavori effettivamente realizzati.

Poi: lo studio. Croce e delizia. Orgoglio e Pregiudizio. Ragione e Sentimento.
Insomma. Il mio piacevole diletto, che spesso - quasi sempre - mi porta via tutto il tempo e le attenzioni, e ormai mi ha elevato a un punto tale di somma stanchezza da farmi rifuggire da computer, tablet, smartphone e tutto ciò che è social. Perché troppe volte mi verrebbe voglia di socializzare a suon di parolacce, e di condividere cose che, diciamocelo pure, non interessano a nessuno se non a me e a qualche altro sparuto malato mentale. 


Quindi ci sono i fallimenti, quelli veri o presunti. Quelli che hanno mandato in fumo mesi di lavoro. O quelli per cui si son fatti tanti progetti che non hanno portato a nulla. Gli investimenti a vuoto (in termini energetici intendo). Arrivata alla bella età di 42 anni, non riesco più a fingere di non averne qualcuno sul groppone anche io, e quindi ogni tanto vanno rielaborati, per evitare di farne di nuovi. Per evitare di incappare nuovamente in persone e situazioni per me negative o sbagliate. Per fare tabula rasa e ricominciare. E quindi a volte si sta benino anche così, senza particolari progetti ma semplicemente portando avanti le cose in corso.

E infine, la mia vita.
La mia vita, soprattutto da quando abito in questa casa, è cambiata moltissimo. Faccio tante tante cose nell'arco di una giornata, e tutte necessitano di attenzione. Dalle marmellate agli olivi ai miei cagnolotti ai miei figli... Insomma è vita vera, concreta, reale, che spesso mi dimentico di vedere sotto forma di sharing. 
(Insomma, diciamo che i miei cani son talmente buffi che le loro fotografie le condivido eccome, su..). 


Quindi, ecco spiegata la mia latitanza dal blog. In realtà confesso che appena appena mi passa in mano un pennello - al momento ancora per motivi di rinnovo casa - mi partono dei trip indicibili, perché è troppo, troppo tempo che non dipingo, non tengo corsi, non faccio il mio, non creo insomma, mettiamola così. Però abbiamo deciso di terminare gli esami, e quindi devo tener duro ancora un po', altrimenti mi distraggo e non studio più!!
Comunque sono qui. Nei tempi morti vi leggo, vi seguo, cerco di non perdere i contatti. 
Sono alla ricerca ultimamente di una condivisione più concreta, fisica: ho voglia di incontrare le persone, non solo di parlare tramite pc. Quindi , se la cosa capita anche a voi, venite a trovarmi! Abito in un paradiso.. E se questo non vi piace abbastanza la mia casa di Montepulciano, quella dove abbiamo vissuto negli ultimi anni prima di trasferirci, è disponibile per weekend o vacanze. Magari creerò una pagina bellina con tutte le foto e le info, intanto potete sbirciare il link a fianco.

Ma a parte tutto questo, noi qui si sta facendo una buona vita. E voi? Come butta??

Un abbraccio
L.

giovedì 24 novembre 2016

C'era una volta un letto



Allora. Dopo circa 18 mesi di attesa, nel mese di luglio mi è stato finalmente consegnato e montato il MIO fantastico letto.

Letto che - udite udite!! - ho disegnato io me medesima - facendo anche disperare ogni tanto il mio falegname per quisquilie, ma anche no, tipo come fissare la rete eccetera - e che è stato costruito con tavole di noce recuperate, vecchie di quasi cent'anni. O si dice antiche in questi casi??
Comunque... E' venuto esattamente come io lo immaginavo, e semplicemente lo adoro. Anche se in una prima battuta volevamo slavarlo con un po' di tinta grigia, quando l'abbiamo visto ci siamo innamorati del colore così com'era, e tale l'abbiamo lasciato. Con tutti i difetti e le macchie e i nodi eccetera. E' stato semplicemente pulito e trattato con antitarlo e poi con cera protettiva. 

Detto tutto questo, non l'ho mai mostrato a nessuno - salvo ai pochi fortunelli che mi son venuti a trovare - perché volevo aspettare di aver finito anche il restyling del piano superiore della nuova casa (se, infatti, avete seguito i lavori, sapete bene ad agosto abbiamo terminato il piano terra e ci siamo fermati, stremati e altro, ma soprattutto per mancanza di tempo), e di avere quindi la camera bellina, con tutti gli accessori al loro posto eccetera. 

Ma oggi son passata di là e mi son resa conto che la stanza era pulita, in ordine, e il letto appena rifatto, lenzuola candide... Ecco! Quando mai tutte queste cose insieme si ripeteranno? E allora via, macchina foto ed eccolo qui... Scusate se vedrete qua e là delle prove colore sui muri, ma fa parte del gioco daii!!

L'importante è lui, il mio lettone!:







A proposito di disegnarmi il letto, non ho tralasciato nemmeno i cuscini, vi piacciono?


Questi, prima di trasformarsi in bellissimi cuscinoni (e ringrazio Alessandro P. per la trasformazione avvenuta!), erano in origine degli antichi asciugamani di lino, ben segnati dal tempo, acquistati dalla mia spacciatrice di broc preferita, la DaniVerdeSalvia. Volete spiare qualche sua meraviglia? Andate qui, a Rue de la Brocante:


E, insomma, essendo in legno antico, suscettibile all'umidità, alla temperatura eccetera... diciamo che scricchiola ben bene dai!! Non ci manca niente.

A presto!
L.


giovedì 13 ottobre 2016

Uno strano anniversario..

Anche se probabilmente non interessa a nessuno (giustamente!), oggi l'evento merita due righe: festeggio UN ANNO SENZA FUMO!! Perché il 13 ottobre del 2015 - finalmente mi sento di 'poterlo' dire - ho smesso di fumare!

Così, senza ragione. Mi son svegliata una mattina e mentre mi gustavo la prima sigaretta del giorno mi son resa conto che ne avevo ancora 6 o 7, e che avrei dovuto uscire per comprarle. Ed era una mattina uggiosa, e non ne avevo voglia. E per la prima volta ho percepito davvero la schiavitù in cui vivevo. E ho detto basta, finisco queste e poi smetto. E così è stato. Ho sofferto da cani i primi giorni - volevo uccidere - , un po' meno le settimane seguenti, e poi piano piano il pensiero si è placato.

Che dire, come sto dopo un anno?
Ogni tanto ho ancora voglia di fumare. Chiariamoci, oggi non sopporto la puzza e quasi quasi mi irrita vedere un pacchetto o un mozzicone, ma a volte la voglia ce l'ho ancora. Anche se credo che sia una voglia legata al gesto, alla pausa, al godersi un momento.

Perché, davvero: le mie giornate oggi sono infinite. Con la scusa che prima fumavo, ma non in casa, durante il giorno mi prendevo un tot di pause per uscire a farmi la sigaretta. Ora invece le pause non me le prendo più, e quindi sembra che le giornate siano lunghissime e non finiscano mai.

Sono ingrassata? Sì, 10 chili tondi tondi. Perché soprattutto i primi mesi, dovevo sempre mangiar qualcosa. E poi, come è noto, tutto quello che aumento tendo a conservarlo (!)... chissà, per i momenti di magra (!).. Ma ok, questa è un'altra storia.

Sto meglio? Boh, non lo so. So però che non ho più avuto la tosse (davvero, un anno senza tosse!!) e che l'anno scorso ho preso l'influenza una sola volta. Però è anche vero che i primi mesi ho avuto un miliardo di disturbi, dalla tachicardia alla pressione alta, dai capogiri a mal di testa cosmici. Poi anche tutte queste cose son passate. 

E poi che altro? Noto due grandi cose: ho più soldi, ma alla fine spendo di più in altre cose, quindi in sostanza sono sempre senza =) . Soprattutto, però, sono felice di non avere più la schiavitù dei 5 € in tasca per le sigarette, e le sigarette/accendino sempre appresso. Evito incazzature a gogo, dato che tendo a dimenticare sempre tutto.

Per il resto, semplicemente si vive meglio, sì. Si gustano di più le cose.
Però non voglio fare la tipica guerra da ex fumatore ai fumatori; anzi! Come dicevo, spesso ho ancora voglia, quindi forse un pochino pochino li invidio.

Devo dire anche che curiosamente quest'anno ho frequentato poco fumatori, e che si sono rinforzati i miei rapporti con non-fumatori. Sarà un caso? Di certo ha aiutato non passare del tempo con una certa mia amica di Misinto, con la quale son certa avrei traballato, tra una chiacchiera e l'altra. Ora però penso che potrei affrontare anche un weekend con lei, senza impazzire! Capito cara?? Preparati!

Insomma, inutile negare che se fumi da tutta una vita e poi passi un anno senza, beh, è una data importante. 
Quindi, oggi che si fa? Festeggiamo!!

Baci!
L.

venerdì 23 settembre 2016

Gli esami non finiscono mai..

E dopo una scorsa al mio ultimo post, datato 19 luglio, anche questa volta dovrei preparare un incipit in cui mi scuso per il ritardo e l'assenza, e bla bla.
Sapete, non lo farò!

Leggo con sempre maggior irritazione post su post di personalità di internet, blogger affermate e famosissime, che scrivono sempre puntualissime, spesso parlando di 'fuffa' o facendo pubblicità a questo o quel prodotto; in qualche modo mi pare non facciano altro che pagar pegno.. Ma a chi? Una volta eravamo creative (o, almeno, ci chiamavano così!), e in quanto tale la creatività si paga: a volte si ha voglia di parlare, scrivere e chiacchierare, a volte no. Invece ora mi pare che stiamo tutti cercando di essere marketers, professionisti della comunicazione, specialisti del management.. Ma dove stiamo andando?

Io ho avuto la bella idea di reiscrivermi all'università a 38 anni, ormai l'avrete capito. Io e il mio Simone abbiamo deciso che, condivisa, avrebbe potuto essere una bella avventura. Forse abbiamo sottovalutato che nel frattempo di avventure ne stavamo già vivendo altre, prima fra tutte quella di essere genitori. E sapete una cosa? E' faticoso. Trovare il tempo per studiare, tra una lavatrice e un pranzo e un passaggio a tuo figlio di qua o di là... Oppure tra una riunione di lavoro e un viaggio a Milano, ad esempio... Sì, è faticoso. E arriviamo all'ultimo giorno che siamo storditi, che dobbiamo ribadire ai ragazzi (ormai l'hanno ben imparato) che in qualche modo siamo concentrati lì e che non ci devono disturbare (che cosa brutta). E poi, ok, agli esami facciamo sempre bella figura, perché probabilmente nonostante l'età la nostra agilità mentale è alta, e il nostro metodo di studio è solido. Ieri abbiamo portato a casa entrambi un 30 e lode, e al momento, vi giuro, è un'esperienza catartica, indescrivibile. Il professore ieri ci interrogava con curiosità, dopo l'esame, sulla nostra gestione familiare, sui figli, le loro età; perché indubbiamente siamo un 'caso' particolare, andiamo sempre in coppia. Ma, d'altronde, è l'unico modo per portare avanti questa pazzia: spalleggiarci continuamente. 

Insomma, ieri quando mi son sentita dire che il mio ragazzo ha ormai 15 anni, ho visto i visetti degli altri esaminandi, in attesa nell'aula, e mi sono accorta che non sono molto più grandi di mio figlio. Ho visto lo stupore nei loro occhi e mi son chiesta: 'Ma perché lo sto facendo?'. Non lo so.

E il big S., anche lui,che prima dell'esame mi ha chiesto come sia possibile riuscire a gestire incontri davanti a 300 persone, e poi aver paura di sostenere un esame. Non lo so.

E sapete cosa ci resta, dopo aver portato a casa un esame, seppur da 30 e lode? Una firma in più sul libretto e altri libri a cui trovar posto nella libreria. Un altro esame da archiviare e uno nuovo da preparare. 
E tanto, tanto sonno.

E la solita domanda: ma chi ce lo fa fare??
Non ho risposte, davvero. 
Credo che semplicemente quando sei una persona creativa e curiosa come lo sono io hai sempre voglia di indagare cose nuove, anche quando sei stanco o forse ti pare non abbia senso. Anche quando ti accorgi che non sfoderi un pennello da tre anni, perché, semplicemente, non ne hai tempo. Hai una casa nuova da allestire, il giardino da tenere, i figlioli da gestire, l'esame da preparare eccetera eccetera. 
Però è bello così. Capito questo, credo non mi farò più venire l'ansia se non scrivo da un po'. E' un periodo così, a un certo punto finirà e sarò più presente. O magari no, perché sto finalmente riscoprendo che il mondo vero, la natura e gli odori, il làfuori insomma, sono più belli della tecnologia, dei social, dei blog!

Quindi, a questo proposito, apro una parentesi!
Siamo talmente innamorati di tutto questo nostro nuovo che abbiamo deciso di condividerlo. Abbiamo ristrutturato la stanzetta degli ospiti e il bagno annesso e, se volete venire a trovarci siete i benvenuti. Qualche giorno di relax in questo paradiso lo meritano tutti!! A lato trovate il link di airbnb, ma se volete venire a trovarci potete anche semplicemente scrivermi. La mia mail è sempre la stessa: alberocountry@gmail.com

L'invito è aperto anche alle mie amiche (e non!) creative, se mai volessero usare la nostra casa come 'location' per corsi o dimostrazioni: volentieri! 

E' proprio vero, gli esami non finiscono mai. Ogni giorno c'è qualcosa di nuovo da affrontare, e forse si cresce solo in questo modo, chissà. Io al momento sono solo una studentessa in comunicazione, e l'unica cosa che oggi mi vien voglia di comunicarvi è questo: andate! fate! divertitevi! fottetevene di tutto quello che va fatto per forza, e vivete!

Ogni giorno noi abbiamo un problema nuovo, almeno uno. E semplicemente abbiamo deciso di provare a risolverlo.

Baci!