Recensione semiseria

Voglio parlarvi di un librino un po' particolare. Si intitola Ritorno ed è una raccolta di 7 brevi racconti. L'autrice è Grazia Licari, e contiene illustrazioni da opere di Linda Cornelius, mia cara carissima amica.



Lo considero particolare perché è un prodotto tutto al femminile, frutto di quelle collaborazioni che, chissà come, a volte tra donne nascono in maniera tanto spontanea e disinteressata. Ed è particolare anche per altre ragioni: innanzitutto lo stile narrativo, che rivela molto dell'impostazione mentale e professionale dell'autrice, abituata per lavoro ad osservare, rielaborare, mediare, riproporre. I periodi infatti sono sempre all'essenziale, i verbi sono coniugati ai tempi della realtà, la prosa è asciutta e il lessico pertinente, sempre. Qua e là si fa spazio al parlato, con espressioni tipiche e variopinte delle nebbie milanesi. 
I soggetti dei racconti sono tutti personaggi curiosi. E concreti. Si riesce ad immaginarli facilmente, in talune situazioni ci si immedesima subito, potremmo essere noi. Poi però c'è quel briciolo di follia, quello sfiorare il surreale. Accadono cose. Si svuotano secchi di emozioni, di parole non dette o di troppe parole dette. I pensieri vagano. I corpi prendono forma e con i loro disagi sembra che si concretizzino, in qualche modo. 
Perché, in fondo, ogni racconto ci parla di un disagio fisico, ma che è molto più di questo; e non è mai fine a se stesso.
E qui, mi si infila automaticamente una riflessione sulla scrittura, sul suo potere evocativo e terapeutico, sulla forza delle parole per aiutare a dar corpo alle immagini. So che Grazia Licari è stata in qualche modo 'spinta' a cimentarsi in questo lavoro, proprio durante un caffé tra amiche. E qui però mi fermo, merita che lasci spazio a lei e alla sua voce, ai suoi racconti. 


Un'altra delle cose che trovo particolari di Ritorno è certamente l'idea di abbinare i racconti a immagini tratte da opere di Linda Cornelius, grandissima artista, illustratrice e designer, nonché grande amica. Non ho molte parole per descrivere le opere di Linda e il suo stile. Certo le immagini si abbinano perfettamente ai racconti, o forse viceversa, in ogni caso l'esperimento mi pare riuscito. Come sempre nell'arte ci si può sentire attratti da un'opera oppure addirittura infastiditi, e questo è davvero soggettivo, ma spero che anche voi riuscirete a trovare emozionanti questi lavori. E vibranti, sì, come li percepisco io. Come la loro autrice, sempre pronta a vivere fino in fondo ogni nuova avventura. 
Infine, che dire? Un'altra curiosità: le autrici hanno deciso di vendere il libro tramite il circuito Amazon. Lo trovate sia in versione Kindle (€ 2,99) che cartacea (€ 15,78), a questo link:  


Ovviamente io vi consiglio la versione cartacea, sempre e comunque. Non soltanto perché, come sapete, amo sfacciatamente i libri in quanto tali - e quindi carta, colla, profumo eccetera... - ma anche perché le illustrazioni a tutta pagina, seppur in formato libro, meritano di essere godute. 

Detto questo, c'è altro? Non si tratta di un libro impegnativo, ma di certo piacevole nella lettura, e volendo anche da rileggere più volte. Vi consiglio un pomeriggio freddino, davanti al caminetto, con in mano una cioccolata calda e in sottofondo Ode to my family dei Cranberries. Sì, questo è il mood perfetto direi. 
(E permettetemi questo microscopico omaggio alla voce celestiale di Dolores O'Riordan che, purtroppo, di capolavori così non ne canterà mai più: ciao Dolores...)

Per concludere, mi soffermo ancora sul potere terapeutico della scrittura: se avete due minuti vi invito a leggere questo articolo, comparso oggi, a cura di una persona che della scrittura non ha fatto solo il suo lavoro, ma molto di più. Una donna - ancora, oggi, parlo di donne! - che ha saputo raccontare un suo lunghissimo viaggio, e ha voluto condividerlo scrivendo e raccontando, e per questo avrà sempre la mia stima. E non solo per questo, ma anche per il 'tema' del viaggio in sé, che prima o poi anche io mi deciderò ad affrontare. Viaggio che ha affrontato partendo dal suo disagio, fisico e non, e raggiungendo una sua personale cura e terapia. Scrittura e disagio fisico, quindi, sembrano essere dita che si incrociano spesso. 
Tornando alla scrittura, comunque, il post potete leggerlo qui: workwidewomen.com



Besos!
L.

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