Usque tandem, XXX, abutere patientiam nostram? Ovvero la tesi dello straccetto (im)perfetto


Allora. 
Mi ero quasi organizzata per scrivere un post semiserio, oggi, e poi mi è cascato l'occhio su facebook.

Luogo dove aleggiano un numero x di Ciceroni dell'oggi, che si dilettano tra uno strale e un'invettiva, con la seria consapevolezza di avere ovviamente sempre e comunque ragione (e, magari, anche con un po' di puzzo sotto il naso perché tecnicamente è evidente che di qualsiasi argomento ne sanno di più). E tutto questo - serve dirlo? - ignorando in toto l'esistenza e quindi l'utilizzo di apostrofi, accenti e punteggiatura.

La virgola, questa sconosciuta.
L'apostrofo, chi era costui?

Ok mi fermo, potrei andare avanti per giorni.

Il punto è che io sto decisamente invecchiando (immagino) e non reggo più - più, più, proprio più - i presuntuosi, i saccenti, i frustrati che non hanno nulla di meglio che fare due azioni:

1. Lamentarsi;
2. Prendersela con chiunque convinti di essere sempre migliori.

Insomma, perché più andiamo avanti con l'evoluzione e più le persone con una certa cultura e sapienza (e attenzione: non parlo solo di studio e preparazione accademica, no, parlo di vita ed esperienza) vengono bistrattate e insultate e prese in giro dagli Urlatori Sgrammaticati?

Anni fa ho deciso che nella mia vita avrei praticato la gentilezza. Ma vi giuro, sapete a volte quanto è difficile? Sapete a volte quanto avrei voglia di rispondere a tono a certe cose che non stanno né in cielo né in terra, che sono solo figlie di luoghi comuni e pregiudizi? 
Luoghi comuni e pregiudizi di cui, storicamente, erano vittime le persone 'più in basso'... 
Oggi invece non puoi assumere un giardiniere perché ahi ahi ahi quanto te la fai complicata, quanto ci vuole a tagliare l'erba?
Non puoi avere un aiuto domestico, perché se hai 'la donna' sei una ricca snob annoiata che non sa nemmeno lavare per terra.
Non puoi non presenziare a una qualsiasi festina di compleanno in un qualsiasi Mc Donald's per studiare perché insomma, alla tua età, chi ti credi di essere?
Non puoi accennare a un insuccesso perché tiéééé, te lo sei cercato!
Perché c'è questa paura di essere considerati più 'in basso' o più 'in alto?

Per quanto mi riguarda vorrei tanto che le persone amassero fare quel che fanno. Invidio quelle signore che fanno le pulizie a servizio come si deve, perché è difficile affezionarsi alle case e alle cose degli altri, e averne rispetto. E' difficile oggi trovare qualcuno che quando lavora si concentra su quello che fa per farlo bene, non solo per raccattare dei soldi a fine mese. E' difficile collaborare con qualcuno che, se ce n'è bisogno, non accetta una critica. 
E quindi bisogna essere vittime di se stessi, ACCONTENTARSI. Perché questa è la nuova parola d'ordine. Accontentarsi in quanto vittime di terribili ricatti silenziosi. Non è facile trovare fiducia e bravura, o efficienza e attenzione. Se trovi la fiducia devi accontentarti dell'insensibilità, perché questo mondo è fatto così.

Quando poi, volesse il cielo, ti devi ricordare di aver fatto una scelta, motivata, e devi tener presente bene le tue motivazioni. Perché in fondo in fondo sai bene che, se appena togli il paraocchi, tutto quello che vedi lo sai fare, lo sai fare bene, lo sai fare meglio.
Ma, semplicemente, hai altre priorità. E queste non vanno motivate!
Ma è sempre tanto facile guardare nell'orticello degli altri, fare i conti in tasca al posto loro, decidere con la loro testa e giudicare.
E' troppo facile così.
D'ufficio una mamma di tre figli deve essere migliore di una di due, o uno che lavora part-time è un lazzarone. Quante volte giudichiamo chi ha la possibilità di scendere da un letto alle 11? E lo attacchiamo anche con livore, perché 'non si può dormire così tanto'. Però magari questa persona durante la notte ha lavorato, ha studiato, o forse semplicemente non ha dormito.

Ma il problema dov'è? 
E' nel fatto che si comporta diversamente da ciò che è socialmente atteso. Tutto qui.

Insomma. Dobbiamo essere tutti uguali, monocordici, monocredenti, monopensanti, mono-opinionanti. E' SOCIALMENTE VIETATO sentirsi diversi. Attenzione, non superiori: diversi.

Bah, che dire?
Io sono fiera fierissima ad esempio dei miei giardinieri, perché lavorano con AMORE. Non mi importa se sono diplomati o laureati o sgrammaticati, non mi importa. Perché una cosa la sanno fare bene: LAVORARE!! Lavorare con amore.
Senza perder tempo a urlare addosso a chi non la pensa come loro, o a chi fa scelte diverse.

Com'è che diceva, quell'Alighieri? 
Non ti curar di loro, ma guarda e passa.

Meglio, via.

Baci!
L.

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